Primavera

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=52747

 

La strada per i monti mostra primavere antiche sempre nuove

I rossi sfacciati

e i bianchi purissimi

i rosa timidi

e gli allegri gialli delle Ginestre.

I monti sono profili di giovinezza,

e primule tante,

i soliti due merletti neri saltellano

sulle gambette esili, tra l’ erba.

Sembra dicano alle betulle tutt’ attorno

ancora nude

è primavera!

Sì, adesso è primavera

fuori e dentro

anche le betulle si vestiranno presto

con l’ abito nuovo

e danzeranno, braccia al cielo,

se il vento vorrà.

SI RICORDA

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Parte con il funambolare di rabbia e pietrisco

Fino alla comparsa stesa del sole

Sulla tesa del cappello con la bici che sganghera

Uscendo dalla cavedagna

Si sfoglia puntato al vento come crusca di carte sul cemento

La corsa traversa, il salto di un sasso

Non si ferma, uno stranio inatteso

disfunzione contigua ai pensieri

Gli pare d’essere col suo colmo di vita

Sulla montagna a prendere brividi

Tra una nuvola che lo annebbia

E la sua terra piana

Gli pare

E s’accorge di un mare d’ortica che stempera l’aria

l’aveva la borsa a tracolla

L’ufficio di via ferletti e la sposa.

Si ricorda dei fiori una volta

e il banco del pesce davanti alla porta.

21-3-19

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Un vento di primavera (Rainer Maria RILKE)

Con questo vento viene destino; lascia,
lascia che venga tutto ciò che preme, cieco,
di cui noi arderemo -; tutto questo.
(E resta immobile perché ci trovi).
Porta il nostro destino questo vento.

Da chi sa dove questo vento nuovo,
sbandando sotto il peso di cose senza nome,
porta sul mare quello che noi siamo.

…Oh, se lo fossimo. Saremmo a casa.
(Vedremmo scendere e salire in noi i cieli).
Ma ogni volta con questo vento passa
il destino oltre di noi immenso.

Passeggiata notturna (Rainer Maria Rilke)

Niente è paragonabile.

Esiste forse cosa che non sia tutta sola con se stessa e indicibile?

Invano diamo nomi,

solo è dato accettare e accordarci che forse qua un lampo,

là uno sguardo ci abbia sfiorato,

come se proprio in questo consistesse vivere la nostra vita.

Chi si oppone perde la sua parte di mondo.

E chi troppo comprende manca l’incontro con l’Eterno.

A volte in notti grandi come questa siamo quasi fuor di pericolo,

in leggere parti uguali spartiti fra le stelle.

Immensa moltitudine.

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Un’ anima

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E’ venuta a trovarci un giorno
non si sa perchè
nè quanto tempo rimarrà.
Forse è entrata dagli occhi,
come fa la gioia a volte
e la nostra casa ci è sembrata troppo piccola per contenerla
così che si allestiscono sempre nuove stanze,
per renderla accogliente,
perchè rimanga.

E ogni tanto si mostri.
Come una nuda primavera
nell’ abito fiorito di nuovo.

A volte parla come in sogno.
Chiede solo un prezzo da pagare.
Che l’ ami,
e la ricordi da sveglio.

 

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Sono un ragazzo fortunato

Sono un ragazzo fortunato

“perchè m’ hanno regalato un sogno”

E’ stata mamma.
M’ ha regalato l’ amore per la musica
con le sue canzoni
cantate sulle sponde del tempo.

M’ ha regalato l’ amore per gli animali
con i suoi gatti che la ricambiavano.

M’ ha regalato l’ amore per la natura
con le sue margherite,
anche quelle selvatiche,
alte, sgraziate, e un pò infestanti.

M’ ha regalato il suono delle onde del lago
che echeggiavano nel silenzio caldo del suo grembo
mentre passeggiava sulla riva.

E m’ ha regalato una chitarra un giorno
strappata con fatica al budget familiare
con cui posso riascoltare le onde.

M’ ha regalato anche la forza di stare senza lei
passeggiando sulle rive con lei
e con tutti i suoi doni.

Preconcetti e millantate spiaggie

Prendi un paese lontano.
Anche Affori andrebbe bene
ma è meglio una spiaggia esotica,
un posto nuovo
dove non sei mai stato.

Certo ne hai un preconcetto
e ci sono prove inconfutabili della sua esistenza
foto, video, recensioni di chi c’è stato
perfino di chi non c’è stato
e ha visto solo le recensioni.

Splendide immagini
spiaggie accarezzate dalle onde luccicanti al sole
splendidi tramonti sopra l’ acqua calma
all’ orizzonte.
Il bimbo annegato sulla riva fuori campo,
Oppure solo l’ immagine del bimbo,
come se le due cose non coesistessero.

Metti che un giorno ci vai.
Certo poi te ne farai un concetto tutto tuo
ma inquinato da preconcetti sempre tutti tuoi
mentre la realtà sfugge
sfugge e cambia profilo
a secondo del lato da cui guardi.

Cambia come cambia una notte insonne
raccontata da un vecchio solo
o da un novello sposo in luna di miele.

Desideri

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=52700

C’èra una donna sulla colma
bellissima
tra il verde raccoglieva i fiori
vestita dello stesso colore
e i ciclamini
del colore della sua vita
il viso ora è dissolto nel sole.

Qui, oggi, il ragazzo è uscito sul balcone
a fumare una sigaretta,
scarteggia un plettro sfregandolo sul mi basso,
per fare le note più ruvide
intanto unisce con lo sguardo puntini luminosi di stelle
per farne desideri portare nelle tasche
Disegna una donna china sui fiori
alla colma
vestita dello stesso colore
il viso dissolto nel blu profondo della notte.

Non è mai rientrato
non ha mai smesso di fumare
nemmeno ora che il fiato manca
e la vista traccia raggi attorno alle stelle,
e sdoppia la luna
e non se ne vede il centro.

Ma continua a disegnare
attento ai particolari
con tutti i suoi desideri in tasca
e ancora lo stesso plettro.

Sogna un vestitino nuovo,
di un colore mai visto
su un viso in pieno sole  al davanzale,
sarà un altro desiderio
da portare nelle tasche.

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Un’ armonica

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=52685

 

Babbo storceva il naso
e parlava poco
la musica era solo un sogno,
un bel sogno sì,
ma non valeva giorni persi di lavoro
diceva.

Intanto suonava l’ armonica
e anche i fili d’ erba
e l’ aria si riempiva di suoni
tra i narcisi e i ciclamini
sopra Brunate.
Da lassù guardava il lago
e il profilo dei monti all’ altra sponda
e quando guardava all’ altra sponda
aveva la mia stessa età
non misurabile in anni.

E questo ho imparato.
Quando io guardo all’ altra sponda
e seguo il contorno dei monti
come lui, ho la stessa sua età
non misurabile in anni.
E salgo ai narcisi e ai ciclamini
e trovo una fisarmonica che suona.
Basta una gita,
una strada
un colore,
un suono.
Un cannone a metà tra il cielo e il lago
che spara lontano un ricordo.
E risorge.

“E suonare mi tocca per tutta la vita”.

 

 

Vieni giù dal pero

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Il nipotino dice che ogni tanto sto a parlare con gli angeli,
vuole solo dire che a volte non sto attento
e io però penso che è vero
sul mio pero ci sono angeli magnifici
che danzano, e si accarezzano
e risplendono
e il pero si è fatto altissimo
tanto che quasi non si sente più il solito Vieni giù dal pero.
Devi stare in silenzio a guardarli
se vuoi accarezzarli svaniscono
che solo una mano d’ angelo può accarezzare un angelo
e mamma diceva guardare e non toccare
e poi aggiungevamo
è una cosa da morire
era una Grande mamma.

Questo pensavo
fino all’ altro giorno
finchè, dovendolo chiamare, non ne ricordavo il nome
per un lungo dieci secondi
ho passato in rassegna tutti i nomi conosciuti
compreso quello di zia
che mi chiamava bravo signore
e intanto chissà dov’ era.

Poi ho pensato che, forse, anche lei stava a parlare con gli angeli.