Chi non ha mai seminato un’ alborella?

Puoi seminare quello che vuoi, un sorriso, una speranza, perfino un desiderio. Se li curi e se li meriti ne raccogli molti di più.
Io da piccolo seminavo alborelle, nel tardo pomeriggio, quando iniziava a calare il sole e il lago indorava ed era l’ ora di rientrare.
Dopo aver arrotolato su un rocchetto il filo attaccato al ramo da pesca e nascosto il tutto in qualche cespuglio ne seminavo una sul prato, tra il lago e il monumento ai caduti.
Non è che ne volessi molte di più, anzi, i frutti erano tutt’ altro.
Ed erano dolci, più precisamente un cartoccino di caramelle comprate con le dieci lire date da mamma per i cagnotti che invece avrei trovato l’ indomani sulle rive del lago.
Poi si rientrava succhiandole, non senza passare dallo zoo, a guardare le scimmie dal culo rosso e dai gesti osceni, così, tanto per una risata.
E ancora oggi se vado al lago davanti al monumento c’è il prato delle alborelle sotto l’ asfalto.
E appena fuori dai giardini uno zoo invisibile.
E’ vero, oggi ci passo fumando una sigaretta ma ri-vedo le stesse scimmie dal culo rosso.
Così tanto per una risata.

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