Teletrasporto

Da piccolo ci credevo così forte che sembrava vero.

E allora mi trovavo su navi pirata
con in più il dono dell’ invisibilità
per poi passare a cavalcare dinosauri
o su un’ astronave interstellare
passando per vortici temporali.

E poi mi addormentavo sul divano e mi risvegliavo in cameretta,
a letto,
come poteva non essere vero?

Mi è capitato anche da grande, a militare,
uscito per il solito giro di ombrette con gli amici
a un certo punto il solito vortice temporale
mi ha portato in cella di rigore,
dove mi son svegliato la mattina dopo.
Ma questa forse è un’ altra storia.

E succede ancora,
magari su un piccolo palco di provincia
o una festa d’ oratorio
o un teatro in centro.
Lo so.

Da lì sarò anche su altri palchi,
quello della balera del campeggio sul lago di Como.
O quello dell’ Ariston, dove ho visto lei,
non quell’ Ariston, quello del paesino qui vicino.
O ancora dalle gradinate dello stadio di Meda.
Oppure alla Nuit!
Sì, la Nuit, night club malfamato in quel di Sondrio.

Magari mi troverò in viaggio su un vecchio pulmino 850,
con le chitarre in mano ,in cabina,
e il whisky nei foderi, in viaggio verso Bellinzona.

Ci saranno anche tutti gli amici musicanti persi solo di vista tra il pubblico
e mamma in pista, che danza come una volta con papà.
Anche se mi vedrete sempre lì, su quel piccolo palco.

Finchè andrà tutto bene.

2 pensieri riguardo “Teletrasporto

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