E alla fine si usciva a guardar le stelle

Della Valtellina ricordo il freddo.

Non ho mai capito perchè gli impresari di Milano ci mandassero a Bellinzona,
o sulle rive del lago di Como
o ancora in uno sperduto paesino di 4 stalle e un night in Valtellina, in quel di Sondrio.
Mentre qui a Milano suonavano gruppi di Bellinzona,
o Comaschi, o appunto della Valtellina.

Ma era bello
era bello anche il viaggio,
costeggiare il lago
con tutti quei paracarri in plastica che facevano un bel rumore sul fondo del pulmino,
come una cartolina nei raggi della bici.
Le cene prima di suonare
a pizzoccheri e formaggi.

E alla fine si poteva uscire a guardar le stelle
e a sentire i sassi sulla schiena.

Ma della Valtellina ricordo il freddo
liti a colpi di tacchi 12
cachet più vitto e alloggio
polmoni di maiale e trippa, e coperte gelide.
Lì la nebbia era bianca,
bianca che non capivi dove finiva la neve.

A proposito di Bianca..
abitava nel paesino di fronte,
dall’ altra parte della vallata,
piaceva molto al cantante, appassionato di matematica
e Bianca sapeva di quei numeri.

Oggi è ancora bello
dai palchi nelle piazze si possono vedere sempre le stelle.

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