Le cose che restano

Io non lo so dove restano le cose che non sono più,

o che semplicemente non sono.

So che riempiono spazi fatti d’ aria,

li riempiono di di vibrazioni,

costringono le stelle a seguirne i contorni

e imprigionano le nuvole e altre cose dentro quei contorni.
E’ così che al bosco ci sono alberi che non sono alberi

e a guardarli ti chiedi se la notte lì da soli hanno paura

o se aspettano mattina senza timori illuminati delle stelle.

E è così che ci sono cespugli di margherite che danzano al vento

su una musica inudibile,

come in un giro di valzer.

E’ così che al lago gli spruzzi non entrano in una figura che brilla al sole.
Facile l’ alibi dell’ illusione, delle mancanze o della fantasia.

Ma poi i monti riflessi nell’ acqua disegnano uno skyline di città mai viste

e le macchie tra il verde il mistero di volti inconosciuti.

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2 pensieri riguardo “Le cose che restano

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