Santo Stefano

Quella notte i pastori accorrevano ad adorare il figlio di Dio nato in una grotta,

e le madri portavano i bambini per farli benedire.

Tecia desiderava tanto un bimbo, così avvolse una pietra in uno scialle, e si unì alle altre donne.

Maria lo capì e le chiese cosa portasse in braccio.

Allatto un figlio maschio

Allora scopri il tuo seno, allatta il bambino che stringi al cuore e dagli un nome”  rispose Maria.

Tecia lo chiamò Stefano, la pietra divenne calda e morbida  e scoprendo lo scialle lei vide il proprio bimbo.

Maria però disse anche che quel bimbo nato da una pietra sarebbe morto con le pietre.

E questa è solo la leggenda di santo Stefano.

Come dice il nipotino, non è che non sia vera, solo non si sa se è vera, ma potrebbe esserlo.

Sogno erotico serale

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=51654&Avviso=0

Forse dovrei fare come quel mio amico,
quello che suonava la chitarra,
come me,
si siedeva a bordo palco, le gambe penzoloni
chiedeva allegramente a tutte un rapporto orale..
veramente lo chiedeva a tutti.
Probabilmente così ne ha avuti più di me
anzi questo è sicuro.

Ecco, dovrei fare proprio così,
e dirtelo, che voglio guardarti tra le cosce,
di una spalancata bellezza
e baciarti il sesso,
salire attraverso il ventre fino a baciarti i seni
mentre i sessi si mescolano
e continuare a salire
fino a giocarci, tra i seni
e poi ancora più su
per un bacio a fior di labbra.

Potrei trovare il coraggio in un bicchiere di prosecco
ma non credo stia lì dentro, il coraggio
e le uniche bollicine che conosco sono quelle dell’ aranciata.

Ecco, te l’ ho detto (che non riuscirò a dirtelo).

Non so

Io davvero non lo so

se Natale sta o non sta nelle luci

che in questi giorni riempiono le strade e le case,

nelle comete al neon,

nell’ allegria delle cene

o nelle modelle in perizoma rosso e ponpon che occhieggiano dagli schermi.

Ognuno ha o non ha il suo.

So che c’è in cuore, il mio, come una preghiera,

un’ orazione segreta dove taccio,

inutilmente,

le speranze più oscene.

UN SOGNO COSI CHIARO….iniziativa CARTESENSIBILI Natale 2018.

CARTESENSIBILI

foto da “chagall – sogno di una notte d’estate”

.

Dal latino solstitiumsol-, sole e -sistere, fermarsi. Il solstizio rappresenta in astronomia il momento in cui il sole raggiunge il punto di declinazione massima, o minima, nel suo moto apparente lungo l’eclittica. Per questo assistiamo ai solstizi d’estate e d’ inverno, che sono rispettivamente il giorno più lungo e e quello più corto dell’anno. Nel mese di giugno il valore massimo di declinazione positiva, negativa in dicembre. Gli antichi festeggiamenti di epoca romana, dal 17 al 23 dicembre , quelli del ‘Sol invictus‘ e i Saturnalia, erano feste pagane in onore di Saturno e celebravano la rinascita della natura. Il “dies natalis Solis Invicti“, il giorno di nascita del Sole Invincibile, cadeva il 25 dicembre, e proprio quel giorno è diventato il Natale dei cristiani. Un arrangiamento, per metafora dunque,  di un sole che non si arresta e non resta vinto dall’oscurità, di cui spesso l’umanità si è nutrita e…

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Grazia Palmisano

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