Al museo dei ricordi inventati

Stavo a un metro da terra

tra due mani forti.

E non volevo sentire.

Quelle mani non mi hanno più lasciato.

Solo quando si sono dissolte

coi loro capelli di neve

ho capito che neanche io le avevo mai lasciate.

Sognando i luoghi di domani

Devo trovare un modo,

un modo per arrivare a un luogo dove la neve non è fredda

e il sole non scalda.

Un luogo dove le intemperie e il vento non fanno male agli alberi,

e gli alberi hanno la corteccia leggera, come pelle,

Lì la luce la fa trasparente

e dentro si vedono i sogni di tutti, e loro ne prendono la forma.

Devo trovare un modo per arrivarci passando attraverso il bosco

dove già si vede la via.

Devo trovare il modo per arrivarci dopo che lei l’ ha raggiunto.

Non prima per non farla penare,

non troppo dopo per non farla aspettare.

UN’ALTRA SOSTA, Antonia Pozzi — Alessandria today

UN’ALTRA SOSTA, Antonia Pozzi di Elvio Bombonato. Alessandria Appoggiami la testa sulla spalla: ch’io ti accarezzi con un gesto lento, come se la mia mano accompagnasse una lunga invisibile gugliata. Non sul tuo capo solo: su ogni fronte che dolga di tormento e di stanchezza scendono queste mie carezze cieche, come foglie ingiallite d’autunno in […]

via UN’ALTRA SOSTA, Antonia Pozzi — Alessandria today

Fottila

Fottila la poesia
anzi mandala a farsi fottere,
come bestia inginocchiata.

Vai a pesca oggi
o al bosco,
vai a cercare il muschio per i ciclamini
o semplicemente a guardare le nuvole
tra i rami,
senza voler per forza dargli forma o nome.

Fottila,
tanto lei non ci pensa due volte a fottere te,
come una fiera accovacciata
appare e si mostra,
magari in un guizzo negli occhi di una trota
la trota appesa all’amo che lei ti fa sentire in gola
oppure nel cespuglio di margherite al bosco
attraverso il quale si mostra.
O ancora alle cascate degli arcobaleni,
nelle ombre che fa la luce piena di colori.
Nuda poesia.
O proprio mentre guardi le nuvole,
in un nome o un volto che passa veloce,
e svanisce.

Vedi?
Sei fottuto.

 

I tre miti – Nomadi , con la voce unica di Augusto Daolio

Il Canto delle Muse

Quelli che son stati adolescenti insieme a me,
e di anni ne hanno almeno trentratrè,
avevano tre miti nel settanta o giù di lì:
il sesso, il socialismo ed il GT.

Magari la ragazza c’era chi l’aveva già
ma sogni rosa e petting a metà.
Il sesso quello vero era tutt’altro, era lontano,
Hugh Heffner o la storia di un mio amico.

Ma poi poco alla volta ce lo siamo conquistato,
i tabù infranti e c’è chi si è sposato.
Lavoro, figli, alcuni divorzio infine libertà
ma ormai fuori dal mito e fuori età.

E ritorniamo indietro a quei vent’anni o giù di lì,
vediamo la faccenda del GT.
Io fortunato ci son stato sopra a quell’età
perchè ad un mio amico lo comprò papà.

E dopo tanti anni ce l’ho avuto pure io,
un GT vero proprio tutto mio.
Magari certo è usato ed anche arrugginito
e soprattutto ormai…

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