Narimi..

amina narimi

Nelle radici si fanno grandi i figli,
ma quando si ritraggono nei tronchi
qual’è il nome per la madre che rimane
a sentirli ancora tra le fronde?

Se dire mani è dirle aperte a grembo,
in quello spazio loro stanno passeggiando
come altari rasoterra, e benandanti
sull’impronta del più piccolo respiro?

La sillaba mancante è l’architrave
del perpetuo tacere una parola,
se fedele all’invisibile ritorna-
piccola abbastanza non ancora
da sostenere tutta la sua luce.

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Fotografia Yann Arthus-Bertrand

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Nudo sogno

https://ilmiolibro.kataweb.it/storiebrevi/413176/nuda/

http://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=49359&Avviso=0

Nei sogni di domani
ti dipingo una vagina purpurea tra le gambe
a pennellate feroci e marcate.
Sto a guardarla e penso che non ne sono degno
perchè non è mai origine
o nascita,
è meta e desiderio di piccole morti.
Desiderio di entrarci
in quel buio profondo che si scorge tra le pieghe,
venirti dentro ad abitare
e non volerne più uscire.
Lì dentro potrei anche farti venire al mondo ancora
e ancora.
Poi d’ improvviso
il mio corpo è il tuo corpo
e il tuo il mio,
non importa più cosa c’è tra le gambe.
Veniamo insieme al mondo.

Nuovi.

 

Come fa il vento

http://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=49354

C’è l’ uscita
là in fondo, dove svolta la valle,
là, dove spunta l’ airone spaventato dal suono.
La imboccherò un giorno
la prenderò
come fa il vento.
C’è un’ uscita tra le nebbie alzate dal sole,
per questo qui è pieno di posti luminosi da scoprire
l’ acqua già attraversa la luce
so dov’ è, e la prenderò.
Partirò per arrivare.
Sarò in salvo.
Nella sorgente.

foto mia (valle del Cosia)

Cosia

E ti chiamaron matta, di Lia Tommi — Alessandria today

venerdì 22 giugno dalle ore 21:30 Circolo Anarchico Perla Nera Alessandria Via Tiziano Spettacolo teatral-musicale “E ti chiamaron matta” con Alessio Lega e Rocco Marchi. “E ti chiamaron matta” scritto e cantato da Gianni Nebbiosi, nel 1972. Quel materiale resta, è un piccolo grande disco un EP (ovvero un 33 giri di piccolo formato della […]

via E ti chiamaron matta, di Lia Tommi — Alessandria today

Non c’è scampo alla bellezza

http://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=49336

Sono venuto quassù oggi perchè da qui si vede il lago.
Son partito presto, caricato le batterie,
inforcato la bici, che la strada è lunga.
La strada è lunga ma da quassù non è come dalla riva,
il lago sembra pieno di polvere d’ oro,
e le case piccole
come le vede il solito falchetto, che vola alto,
quasi senza battito d’ ali.
Da quassù è proprio qui davanti,
e gira intorno al sole.
Aspetta un brillio diverso,
una pinna che spunta dall’ onda
per buttarsi in picchiata velocissimo.
Poco sa di tutta questa bellezza, forse nulla.
Come i ragazzi qui a fianco,
si baciano, si toccano
e poco gli importa del lago
per lui la cosa più importante è lei
e per lei, lui.
E penso che anch’ io ero come loro un tempo
e allora da dove arriva tutta questa bellezza?
forse è solo il ricordo di un posto felice
forse era meglio stare a casa, e baciare una donna,
accarezzarla
e sto lago è solo una gran pozza d’ acqua.

Ma poi, al ritorno, giù per la valle del Cosia
un Cenerino s’ è alzato “in volo lungo il fiume e poi..”

..e poi niente..
non c’è scampo alla bellezza.

cenerino