Finale rock

Quando sarà l’ ora,
lo vorrei rock.
Un classico finale rock.
Tra rullate di tamburi e colpi di piatti.
Corse veloci su e giù per la pentatonica
e per finire una bella pacca sul manico della chitarra..
per lo stop.
È sempre stata buona con me ma gli piace, lo so.

Oppure una nota troppo alta
un corto tra valvole roventi
che scocchi una scintilla che arrivi alle stelle
veloce e improvvisa
ma giusto alla fine della battuta,
che non si senta che ho smesso di suonare.

Poi il silenzio.
Se proprio non sarà così, due braccia basteranno.

Ma non adesso eh..
C’è tempo.

E non prendetevela con me se non desidero nessun “prima di andare”

 

Non di questo mondo

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https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/poesia/381632/non-di-questo-mondo/

https://www.amazon.it/Non-questo-mondo-sogni-bambino/dp/889233915X/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1524865749&sr=8-1&keywords=non+di+questo+mondo

Ricordi e nostalgia

di  05 marzo 2018

Sembrano fragili ricami le tenui poesie di Franco Bonvini tessuti da  un filo delicato che si dipana dal gomitolo della vita. Racchiudono in un’ aura di silenzio soffusa di nostalgia, la sensazione della mancanza, la tenerezza di un cuore, la leggenda del’amore che si ripete per imparare ad amare  e a lasciarsi amare.

Si intravede nascosta l’anima del poeta che si schernisce , ma preme per voler uscire e scoppia di vita e di sensibilità.

Di pagina in pagina si muove leggera,  in punta di piedi, la madre adorata  con la quale il poeta giocava a nascondino, si ode il suo canto soave; come sogno appaiono lievi le passeggiate nel bosco a primavera a inseguir canti di grilli e uccellini, esperienze nel verde e profumo di torte di mele.

Sembra di percepire, scorrendo lo sguardo tra i versi, un profumo ventoso di brughiera, di bosco, di lago, di una casa antica.

È una Poesia fatta di ricordi, di musica, di amorevole letizia venata di malinconia: carezze tra i capelli per un dolore improvviso, gratitudine per un’anima ormai lontana.

Ma la morte è  rinascita, è compagnia; l’autore continua il suo viaggio con altri amori: la donna, i figli i nipoti, e porta con sè solo i sogni e un piccolo plettro di pochi grammi. La musica compagna fedele per sedare il vuoto.

Continua il sognare all’infinito, sogni come aquiloni senza filo che esprimono nuovi incontri buoni e il desiderio di rivivere le corse in bici, i bagni nel lago, alla ricerca di un’eterna giovinezza tessuta con gli amori della sua vita.

Insieme una chitarra su cui affiorano i segni del tempo e le ferite dell’anima riempite d’oro.

 

 

l’ anima

Tu credi sia tua, l’ anima,
che abiti il tuo corpo.

Invece è fuori,
nella mente di una ragazza
che fece oplà un giorno e un bacio
un salto e un girotondo.

Poi tutti giù per terra.

Oppure al bosco,
che cerca una radura
e un’ angolo d’ azzurro
in cui aprire le ali al volo
o a un girotondo.

Poi tutti giù per terra.

Se ne sta dietro ai vetri a volte
bagnati di pioggia
osserva gli alberi curvarsi al vento
per un bacio.

Poi sempre giù per terra.

Perchè non gli importa del tempo
o di quanti anni hai dietro quella finestra
Puoi averne tredici o diciannove
quaranta o sessantacinque.

Come quegli alberi
che si baciano
lucidi di pioggia
nulla sapendo della loro età.

Si nasconde tra le righe l’ anima
ma se qualcuno crede di vederla, lì
tu dì che non è vero
non sbaglierai.

Perchè è la verità
sarà già altrove
per un altro girotondo.

jelly

Fiore di primavera

Mandami un fiore a primavera
non importa che sia il più bello.
Non contarne i petali o le spine,
un fiore di pensiero.
Manda un fiore non colto
col suo ciuffo d’ erba
luccicante di rugiada al sole
e che profumi di caldo buono.
Manda un fiore
che cancelli tutti quelli immaginati.659810