Fabrizio De André – Megu Megun

MEDICO MEDICONE
E io e io e io
e andare andare e uscire all’aria
sudare sudare
e il cuore il cuore il cuore da trascinare
fino a prendere a prendere
il treno il treno

E nella galleria
la gente entra al buio
esce ammalata
cesso d’un farmacista
e nello stretto ti guardano
ti domandano chi sei
il patrimonio e il mestiere
che per loro il viaggiare non lo è
poi ti tocca un portiere viscido
e una stanza umida
e nell’altra stanza
le bagasce a dare il menù
e tu con una voglia che non vuoi
a tirare la Bibbia nel muro
chiudere a chiave anche la finestra
e a ciambellarti sopra il cuore

Uh medico medico medico mio medicone
Uh vieni vieni giù dal seggiolone

Una sedia dura
scemo di un tortaio
una farinata che suda e le manca il sale
tutti succhiatori di lische dal pappone in giù
se giri la testa ti vedi il culo
e a star fuori c’è il rischio che ti tocchi una passione
per una faccia da Madonna che ti sposta il comò
un amore mai in esclusiva
sempre con qualcosa da pagare
una signorina che sotto la coda
ha il buco da signora

Uh medico medico medico mio medicone
uh vieni vieni giù dal seggiolone
uh che cazzo di contratto mi faresti fare
uh che a forza di prendere aria si va all’ospedale

E io e io e io
non andare non andare
stare qui stare qui stare qui
dormire dormire
e io e io e io
non andare non andare
stare qui stare qui stare qui
sognare

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